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Non tutti sopportano i rischi
31 gennaio 2015, Plus 24-Il Sole 24 Ore




Plus24 Il Sole 24Ore - 31 gennaio 2015


di Antonio Criscione

Le scelte di investimento sono sempre il frutto di un equilibrio tra molte variabili. Veleggiare nel mare del mondo azionario è ritenuta normalmente una scelta impegnativa. Di recente a Plus24 un lettore ha scritto: «Sono un ingegnere, appassionato di finanza che legge Il Sole 24 Ore e Plus24. Da anni seguo la filosofia del “value investing” per selezionare i miei investimenti, prevalentemente azioni, sul mercato americano. Devo dire che le performance del mio portafoglio sono più che soddisfacenti in quanto il mio screening tende ad individuare società caratterizzate da società con ottimi fondamentali in termini di redditività operativa, ritorno sul capitale, generazione di cassa». Ed aggiunge una serie di criteri ulteriori che adotta. Si dirà: allora lo può fare anche un risparmiatore retail. Se si guardano le caratteristiche del lettore, dalla formazione personale (ingegnere) alle competenze economiche acquisite (lettore attento di Warren Buffet), alla continuità e all’attenzione con cui segue i mercati. Magari un esperto potrebbe avere da ridire, ma il lettore è contento dei risultati e tanto basta.

Errori e pregiudizi
Probabilmente l’esperienza avrà portato il nostro lettore ad aggiustare il tiro e a correggere quelli che gli esperti chiamano errori comportamentali, quella parte irrazionale che l’investitore mette in atto quando fa le sue scelte. Un esempio è quello dell’investitore che tende a conservare i titoli in perdita con la speranza di “recuperare” e a vendere quelli in attivo per realizzare, senza però considerare che i primi potrebbero non recuperare mai, i secondi potrebbero guadagnare ancora molto. Inoltre i risparmiatori tendono a ricordare i guadagni e a dimenticare le perdite. Le due “voci” peraltro vengono gestite separatamente dagli interessati: anche questo è un errore secondo gli esperti. Per questo è meglio non lasciarsi incantare dai racconti di amici o conoscenti: molto spesso i titolari di conti di trading chiudono le posizioni in perdita o con risultati sotto la media. In questo frequentemente ricordano un pescatore: la pesca è una passione e ci si diverte nell’atto di pescare, per rifornire un ristorante (fatto economico) è meglio andare in pescheria.

Un percorso possibile
Se si guardano gli esempi che poi abbiamo riportato a pagina 5 (il testo esteso è consultabile sul sito di Plus24) si vede come la scelta di un portafoglio fatta da un esperto tiene conto di alcuni elementi che anche l’investitore singolo dovrebbe valutare. Ovvero partire, come gli esempi, dalla propria situazione economica, familiare e di età anagrafica (ma può essere anche di salute etc). Data una situazione, le scelte di investimento vanno fatte in funzione di un obiettivo: più definito è l’obiettivo più sarà agevole impostare le giuste strategie di investimento per il suo conseguimento. Un altro importante elemento è il proprio profilo di rischio e la possibilità o meno che si ha rispetto alla propria situazione di sopportare eventuali perdite. Bisogna poi fare i conti con il tempo a disposizione. L’ingegnere Marco Gatta (il nostro lettore), oltre ad avere un bagaglio culturale adeguato, dedica anche un sufficiente numero di ore alle sue scelte di investimento. Altrimenti, meglio ricorrere a un consulente. In questo caso importante è chiedersi sempre perché il consulente propone un certo investimento. Le regole europee impongono una sempre maggiore trasparenza, ai consulenti, ma la trasparenza comporta che si avranno più informazioni. Se non si valutano è inutile averne.

Un parere per confrontarsi
Simone Mariotti, consulente e saggista, avverte «Da anni sostengo che per tutti un portafoglio ideale deve comprendere una buona fetta di bond globali e in diverse valute, e deve prevedere anche qualche elemento a maggior rischio. Ma questo non vuol dire buttarsi a capofitto nel mercato azionario o in speculazioni esotiche. Vuol dire prendere consapevolezza che nel mondo ci sono tante alternative che vanno analizzare e valutate, anche quelle azionarie». Quanto a un certo favore con cui viene visto in questo periodo l'investimento azionario aggiunge: «Un consiglio è di non costruire un portafoglio monolitico, troppo concentrato e con una visione forzatamente di breve anche quando non è necessario. Meglio evitare giardinetti di titoli, affrontando invece i mercati azionari con panieri (etf o fondi), senza però illudersi di guadagni facili: non ve ne sono mai». E conclude: «A chi sponsorizza l'azionario perché con i bond non si guadagna più, suggerisco di chiedere ai risparmiatori se sono anche disposti a subire eventuali cali a doppia cifra, per recuperare i quali può essere poi necessario molto tempo».









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Data creazione pagina: 2015-03-22 (513 Letture)

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