| Descrizione: 29 giugno 2009
La settimana scorsa è morto Michael Jackson, ok, per una parte della
sua vita un genio musicale indiscusso. Ma la settimana scorsa ci ha lasciato
un'altra persona, molto più discreta, molto più elegante, molto
più umana, magari artisticamente meno dotata, ma di una bellezza unica.
Non so cosa si possa dire di Farrah Fawcett se non che è diventata la
donna mito per una generazione di americani (e non solo) grazie a un poster
in cui era ritratta con un costume… intero. E non per pudore dell'epoca
(i bikini della Hayworth e di BB erano vecchi di vent'anni, 30 per Rita). Ma
perché a lei bastava così. Perché era un sex simbol angelico
(mai personaggio fu più adatto al volto dell'attrice che lo interpretava).
E quel poster che era appeso nella stanza di Tony Manero, che fu omaggiato da
Spielberg in Incontri ravvicinati del terzo tipo, è ancora oggi,
a trentatre anni di distanza, di gran lunga il più venduto e amato di
sempre.
Bastava guardarla negli occhi per capire che non era una delle tante stelline
capricciose, e non meraviglia che lei, che avrebbe avuto il mondo maschile ai
suoi piedi, è stata protagonista sino alla morte di una delle più
lunghe storie d'amore di Hollywood, quella con Ryan O'Neal. Il tumore che la
colpì non la spense. Portò la sua malattia sullo schermo come
ultimo atto della sua battaglia a sostegno della ricerca scientifica, e ancora
una volta gli americani sono restati incollati al video ad ascoltare la sofferenza
della loro sessantaduenne preferita, che non avrà avuto il peso di Jackson
nella storia dello spettacolo, ma che sicuramente nessuno dimenticherà.
E un piccolo tributo glielo dobbiamo anche noi.
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