Pubblicato il 28 marzo 2014 su La Voce di Romagna
A Lapo
Poc’oltre tua sorella che pria lieve
avea tentato, ed or la luce sente,
quel sospiro, cercato prontamente,
or t’avvolge con piglio non sì greve;
frutto d’amor d’un viaggio non sì breve,
che m’insegnò e a mamma similmente,
che per ben viver tra noi e l’altra gente,
tutto s’ascolta e mai mollar si deve.
Cogli Lapo la tua sorte, e tra i doni
il tuo talento, e ovunque si porrà,
osa audacia e vedrai che non ti sfugge.
Ma il lieto tempo lento t’abbandoni,
e sogna, ché se un gatto altrui vedrà
che piange, tu vagheggerai che rugge.
Metro: sonetto. Schema: ABBA ABBA CDE CDE

Una risposta poetica
Giuliano Bonizzato, dopo aver letto il mio sonetto ha voluto "rispondere" a modo suo all'interno della sua storica rubrica su La Voce di Romagna, ribattezzata per l'occasione Sonetti Malatestiani.
La poesia che segue è stata pubblicata il 31 marzo 2014.
di Giuliano Bonizzato
A Simone, il migliore tra gli “Squalos”*
Simo, tra un lustro io, Lapo e Tu
saremo presi da un incantamento
e come squali, liberi, nel vento
nuoteremo alle boe e anche più in giù…
Lapo starà nel mezzo e sua virtù
dimostrerà nel liquido elemento!
Cosa potremmo chiedere di più
considerato l’accompagnamento
ai fianchi dei miei quattro nipotini?
Abborderemo ancora quel moscone
Con sopra, stese, due belle signore
cui dirò che quei cinque bei bambini
Sono di tua esclusiva produzione…
Mentre io… faccio loro da istruttore!
F.to
CAPO SQUALO BIANCO
* Per capire a cosa si riferisce Giuliano potete leggere questo mio vecchio articolo Quando a Rimini c'erano gli Squalos