La Voce di Romagna – 29 giugno 2013
Chissà se ora termineranno le fantasie di Vendola sulla speculazione e il liberismo, sempre colpevole di tutto che si meriterebbe una pagina di FB come quella simpatica dedicata a Gnassi? Se i difensori dei poveri, sempre agguerriti contro i cattivi della finanza, inizieranno a distinguere i sogni dalla realtà, per centrare meglio il bersaglio ed evitare il fuoco amico?
Come tantissimi, ho sempre avuto enormi perplessità sulla mitica Tobin Tax, che a ogni crisi tornava a galla dal cimitero delle idee perdute.
Pochi mesi sono trascorsi dal suo debutto in Italia, e il suo fallimento annunciato è già stato decretato: il gettito sarà un quarto di quello previsto, i grandi speculatori l’hanno facilmente aggirata con stratagemmi preclusi al piccolo risparmiatore, i day trader né escono indenni e a pagare sono stati soprattutto i non speculatori.
Come disse Tobin, la sua era solo un’idea, riguardava solo gli scambi valutari e non fu pensata per il mondo interconnesso di oggi. E se non applicata globalmente è inutile.
In Italia però va così, come con la tassa sulla nautica che ha svuotato le darsene, messo in ginocchio un settore all’avanguardia senza aver prodotto alcunché di buono.
Simone Mariotti