Berlusconi va giudicato per quel che (non) fa, non per l’indecenza

Pubblicato il 9 febbraio 2011 su La Voce di Romagna

di Simone Mariotti

Non amo Berlusconi né vorrei che si trattenesse un secondo di più a capo del governo. Lo ritengo una iattura per la politica italiana, uno che continua a bloccare il paese da anni, troppi. Insomma, non sono un suo difensore e mi sembra assurdo che ci sia ancora gente con una dissonanza cognitiva così profonda che anche di fronte al più spudorato abominio politico del nostro, canti per lui canzoni d’amore e lo difenda senza se e senza ma. Però, pur nello squallore della sua vita personale, qualcosa non torna in questa critica moralista che si sta levando da tutte le parti, specialmente a sinistra.
A breve ci sarà la mobilitazione delle donne del 13 febbraio, mentre la Fabbrica di Niki giorni fa ha organizzato una riuscita campagna mediatica invitando i cittadini e le cittadine a metterci la faccia “autodenunciandosi”: “io non sono in vendita”. L’idea di Niki è riuscita, ma a chi è rivolto il messaggio di queste iniziative? Sinceramente questo non l’ho capito.
Non sono un ragazzino né sono vissuto sulla luna sino a ieri. Da sempre però ascolto tante storie, aneddoti, curiosità e schifezze varie prodotte dalla mente e dai comportamenti degli italiani, a casa sul lavoro, in viaggio, in vacanza, in palestra, radio, ovunque, e quello che si sente da sempre, tra corna distribuite con generosità natalizia, abitudini particolari e spregiudicatezze varie ed eventuali ha poco da invidiare ai festini di Arcore, che sono lo specchio di un paese che nel suo privato fa ben altro; lo fa solo con meno soldi.
C’entra questo con la difesa della donna, spessissimo compiacente? Moralizzare contro delle donne che si fanno pagare in cambio di sesso: è questa la difesa della dignità femminile? Attaccare il mestiere più antico del mondo: è questa la strada per rivoluzionare i costumi? E se è “il più antico del mondo”, temo che donne facili che non hanno problemi a monetizzare la ricchezza sulla quale madre natura le ha sedute ve ne saranno tante e per tanto tempo.
La colpa, non è solo di Berlusconi, che ha una concezione della donna discutibile, e le gaffe internazionali su questo tema sono datate. La colpa è della “cultura” del denaro, del prezzarsi come fosse avere una medaglia al merito, unico modo per essere riconosciuti. Le “Arcore’s Nights” (con questo titolo su You Tube gira un geniale e spassosissimo video creato con le immagini del film Grease) sono una metafora di tutto quello che accade di marcio sotto altre forme, ma che è ignorato perché oggi ritenuto noioso. Marcio anche a livello politico, come la vergogna delle firme false di Formigoni e della vergogna ancora più grande di una procura milanese che sguinzaglia eserciti per delle ragazzine allegre e snobba le ultra palesi violazioni dei procedimenti elettorali che dovrebbero essere il fondamento della democrazia. E la sinistra, che da sempre viola anche lei stessa quelle stesse regole, persino quando gioca solo con se stessa (vedi primarie di Napoli) non muove un dito su questo fronte.
Mi secca dirlo, ma davvero credo che nell’universo maschile che produce critiche morali, ci sia più che altro una sorta di invidia per il puro godimento voyeuristico loro negato. E in fondo è l’eccesso di informazione a far sì che gli atti privati di Berlusconi siano più condannabili rispetto a quelli di altri leader cari alla sinistra.
Se oggi si dice fosse, tra gli altri, Lele Mora a rimediare le donnine al premier, chi conosce un po’ la storia dello spettacolo americano sa, da ben prima dei rapporti svelati di recente dall’FBI che lo hanno confermato, che erano Frank Sinatra e la sua cricca (Peter Lawford in particolare) a fornire “carne fresca” ai Kennedy, che in fatto di usare le donne come oggetti sessuali non erano certo secondi a Silvio, avevano solo un’età più accettabile e molto più gusto: volete mettere Marylin con Ruby!
Da questo punto di vista sono d’accordo con il direttore che mercoledì scorso è intervenuto sostenendo che i comportamenti sessuali di Berlusconi non hanno nulla a che vedere con i mali del paese. Forse ne sono uno specchio, aggiungerei, o una metafora dello squallore e della distorsione di valori, alla faccia proprio di quei sostenitori del centro destra che hanno identificato il governo presieduto e incarnato in tutte le sue forme da Berlusconi come un difensore e un esempio per i valori della famiglia, e che criticavano i “cattolici adulti” di Prodi.
Inoltre è giusta a mio avviso, dato che l’ho sempre ritenuta tale anche prima, la preoccupazione del direttore sulla “deriva protestante e bigotta della chiesa”, ma chiedo: secondo il codice della morale e dei valori cattolici dovrebbe avere più diritto lui, settantaseienne al secondo divorzio, di divertissi con delle ragazzine di vent’anni che non due omosessuali sinceramente innamorati di vedere riconosciuti dei diritti, se non altro civili, di semplice convivenza all’interno di un codice alla stregua di tutti gli altri? O di una coppia eterosessuale che vuole avere un figlio con la fecondazione assistita secondo regole civili ed europee?
I problemi sono altri è vero, ma c’è una verità più drammatica: Berlusconi è totalmente incapace di risolverli o di iniziare a risolverli. E’ oramai politicamente incapace di intendere e di volere, ma se si va al voto con questa legge e in queste condizioni di sbando totale si affonda nel baratro. Non so se il tentativo di Pannella di recuperare il recuperabile sia inutile e tardivo, ma forse vale la pena tentare per avere, finalmente, qualcosa di buono da questo governo. Il PD storce il naso, ma dato che un voto adesso lo dissolverebbe, sotto sotto si frega le mani, perché il lavoro “sporco” è bene lo facciano altri, sui quali saranno poi bravissimi a gettare bugie e infamie domani. La differenza è che c’è chi aiuta un governo per una poltrona (gente nominata dai dirigenti del PD e da Di Pietro) e chi forse lo farebbe per una riforma, come i radicali. Ma nell’annullamento della coscienza politica in atto, a moltissimi questa sembra essere la stessa cosa. Ed è questo un problema ancora più grave di tutto il resto.







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